Regole per evitare truffe e colloqui di lavoro farlocchi


Uncle-Sam-434x310Dolcissimi, dato che ho le scatole girate da ieri, ho trovato opportuno condividere con voi il mio disappunto anche oggi, dedicandomi ad un argomento che mi sta particolarmente a cuore. I colloqui di lavoro.
Ormai, purtroppo, ne ho di esperienza a riguardo… In quanti di voi si sono sentiti (stavolta realmente) presi per il culo? Quanti di voi sono andati a colloqui farlocchi, con persone che straparlavano e si reimpivano la bocca con paroloni tipo “internazionale” “aziende multinazionali”, “telefonia”, “fotovoltaico”, “contratti”, “amministrazione e comunicazione”, “vendita servizi”, ecc..? Questo articolo spero vi sia di aiuto, attingerò alle mie esperienze personali e alle conclusioni logiche che ne conseguono con la speranza di non farvi perdere tempo, benzina, denaro e pazienza inutilmente.Poco prima di Natale trovo un annuncio che sembra quasi interessante, dato che si tratta di un’azienda alla ricerca di personale in segreteria e nel reparto comunicazione. Arrivo al colloquio e ci trovo una ventina di persone che entusiaste gridano e sorridono, entrano a coppie in macchina e se ne vanno strombazzando il clackson. E già non quadra.
Entro nella “sede” e ci trovo musica a tutto volume, Danza Kuduro, per l’esattezza. E allora si che mi sento presa per i fondelli. Aspetto l’elegante  mezz’ora di ritardo della tipa che mi avrebbe dovuto fare il colloquio e con Lady Gaga (ora va meglio direi) in sottofondo, lei mi racconta che c’è da vendere. Vendere, vendere, vendere, contratti telefonici e di energia nei centri commerciali di tutta la Toscana e della provincia di La Spezia (benzina e macchina mie, ovviamente), affiancata da un tutor che avrebbe guadagnato sui contratti da me stipulati. Io avrei guadagnato a provvigione e, se non avessi guadagnato un tot. al mese, avrei potuto dire addio al fisso di 300 miseri euro (questo già lo sapevo prima di fare il colloquio, scordatevi la possibilità che siano limpidi con voi).
A Pistoia, invece, avevo trovato un posto di lavoro nell’immobiliare. Che bellino.. peccato che per tre mesi avrei dovuto fare la porta a porta a suonare campanelli chiedendo “salve, siete interessati a vendere/affittare casa vostra? Guadagno stimato: non pervenuto. Guadagno su provvigioni sulle quali avrebbe guadagnato il “tutor”.

Ecco quindi per voi qualche dritta per non cadere nella rete delle truffe e dei lavori farlocchi. 

DIFFIDATE DALLE AZIENDE CHE…

– hanno un sito pieno di faccine sorridenti e pollici alzati;
– non hanno un sito;
– si dichiarano “azienda leader nel settore” non specificando quale;
– fanno colloqui di gruppo con la musica a tutto volume;
– assumono facilmente chiunque;
– durante il primo contatto (spesso telefonico) non sono chiare con voi e non vi dicono con chi e per chi lavorano;
– durante il primo contatto hanno voci squillanti e chiare, allegre e simpatiche ma alla domanda “che cosa vendete esattamente?” vi diranno di passare in azienda per il colloquio conoscitivo, durante il quale avrete modo di conoscere gli obiettivi e l’impresa;
– si occupano della “gestione clientela” e “pacchetti clienti” non dichiarando di che tipo di clienti e pacchetti si parla;
– vi propongono una “giornata sul campo” affiancati da un tutor: sappiate che per quella giornata non guadagnerete un euro (il tutor invece si, se vendete qualcosa) e sarete costretti a spostarvi con la vostra auto e con la vostra benzina;
– hanno nella loro sede cartelloni e flayers raffiguranti facce felici e regoline d’oro per il venditore d’oro;
– richiedono una quota associativa;
– offrono “corsi di formazione” a pagamento;
– cercano tirocinanti (attenzione: spesso i tirocinanti sono assunti a titolo gratuito con finalità di assunzione, ma a cadenza trimestrale per svolgere i lavori più <<pallosi>> come telemarketing, call center e aggiornamento data base);
– che vi promettono cene aziendali da sturbo, gratis e ricche di fiumi di alcool, premi come viaggi di gruppo ai tropici e divertimento negli orari di lavoro;
– hanno balli e canzoncine di gruppo;
– si basano su un sistema piramidale: voi resterete sempre troppo piccoli per poter guadagnare seriamente. Chi guadagna è il tutor, o comunque il tizio che sta sopra di voi nella scala gerarchica della piramide;

Eccovi esempi di annunci poco chiari (NOTA: sono esempi di mancata chiarezza, in cui l’azienda non specifica in che settore lavora e cosa propone, che quindi vanno esaminati bene prima di stare a perderci tempo):
-” Cerchiamo giovani di talento, con spirito di iniziativa, spiccata capacità di lavorare in team, e orientati al problem solving. In un ambiente giovane e dinamico avrai l’opportunità di costruire la tua professionalità nelle aree Business Development, Consulting Program Management, System Integration, Web&Interactive Design, Service Management e nello staff interno. Ricerchiamo operatori esperti per attività di data entry da inserire in gruppo di lavoro giovane e motivato. Si richiede disponibilità immediata, ottima conoscenza nell’uso del computer” Paroloni anglofoni, che fa tanto yeah, ricerca di personale nuovo, giovane, dinamico e… numeroso. Verrete selezionati in massa e probabilmente assunti insieme, verrete mal pagati (se sarete fortunati) e sfruttati fino al midollo. Vi verrà insegnato come fissare il cliente negli occhi, porgli la penna in mano e indurlo a firmare contratti fittizi e poco limpidi.

-“La nostra Mission è lavorare in partnership con i nostri Clienti per un obiettivo comune: utilizzare al meglio le opportunità offerte dalle nuove tecnologie per affrontare la grande sfida del mercato globale. ” Ergo? Voi che ci avete capito? Chi sono? Cosa vogliono? Con chi lavorano? Che cosa vendono?
-“Cerchi lavoro? Cerchi una carriera professionale? Bene! Manda un tuo curriculum vitae per vedere in base alle tue capacità la posizione più adatta a te: ricerchiamo addetti alla vendita, gestione clientela e/o addetti campagne promozionali per una delle nostre 60 filiali. Anche prima esperienza. Orario completo.” Annuncio esageratamente ottimista, fa sembrare semplice ed immediata l’assunzione, cosa che puzza un pochino… Generalmente le intenzioni di tali imprese sono quelle di assumere promoter, venditori porta a porta e contrattisti telematici;

Ricordatevi che il lavoro non piove dal cielo, ma generalmente si mandano CV e veniamo ricontattati dall’azienda solo se interessata. Difficilmente succede che ci proponiamo via telefonica e che poi veniamo presi: quando ci sono selezioni e assunzioni di massa, siamo carne da macello usata per arricchire chi ci sta truffando, sfruttando il nostro lavoro ai limiti della legalità e spesso e volentieri vendendo contratti spacciandoli per altro. Un’azienda seria ha un sito ricco di informazioni, foto, filmati e contatti diversi a seconda dell’area di amministrazione; se telefonate per ottenere informazioni a 360° saranno ben lieti di illustrarvi il loro operato e le loro mission a breve e lungo termine. Un’azienda che lavora onestamente dichiara senza problemi con quali leader collabora, a che tipo di imprese si affianca e se non sono alla ricerca di personale, ve lo dicono senza rigirii di parole.
Dove si lavora seriamente, il lavoro viene riconosciuto e rispettato, non paragonato a una passeggiata o a una giornata entusiasmante piena di divertimento. Il lavoro è lavoro, per quanto possa essere quello dei vostri sogni, sarà comunque stressante, meraviglioso, assurdo, con orari folli e clienti pazzi, difficilmente le vostre giornate saranno “allegre chiacchierate tra amici”. Siete pagati per lavorare, non per trastullarvi. Diffidate sempre da chi vi offre un lavoro presentandovelo come un pomeriggio di chiacchiere e pasticcini.

NON FIRMATE MAI NULLA senza aver letto e riletto il contratto mille volte! Nessuno vi punta una pistola alla tempia, nessuno vi cronometra, quindi prendetevi il tempo necessario e leggete, leggete, leggete il contratto in ogni suo punto e cavillo! Se vi trovate in una situazione strana, un colloquio di lavoro poco chiaro, con persone che vi intortano e vi rintronano di paroloni e frasi sconnesse sulla grandiosità dell’azienda e sulla vendita di prodotti e servizi, non vergognatevi mai di fare domande. Chiedete tutto, chiedete con chi e per chi lavorano queste imprese, chiedete a quanto ammonta lo stipendio (perchè essere pagati non è un optional), quante ore di lavoro saranno, se si lavora in sede e, in caso contrario, se è previsto un rimborso spese per benzina o mezzi pubblici. Chiedete se c’è una copertura assicurativa (perchè a volte ammalarsi NON è reputato legittimo).
Se il lavoro vi piace, fatevi vedere interessati, fate domande intelligenti che si riferiscano alla mission aziendale, ai macchinari o ai programmi utilizzati, informatevi con la persona che vi intervista sulle modalità di inserimento in azienda e su eventuali briefing e corsi di aggiornamento, sorridete sempre e dimostrate di conoscere l’azienda.

Informatevi prima per quanto possibile con notizie prese da internet, dal sito aziendale, dal passa parola, perchè andare ad un colloquio senza conoscere l’azienda per cui ci si propone è da mentecatti.

25 pensieri su “Regole per evitare truffe e colloqui di lavoro farlocchi

  1. Condivido tutto in pieno!!! Mi è capitato, l’annuncio però diceva: cercasi addetto alle vendite, anche prima esperienza (non ricordo bene il resto), dopo aver inviato il cv tramite mail sono stata ricontattata, mi sono segnata il nome della ditta e quando il giorno dopo mi sono presentata sul campanello era addirittura segnato con un nome diverso!!! accolta con la stessa musica rimbombante e col tipo che fumava in ufficio.. O.o
    Informazioni poco chiare e tutto assomiglia alla tua stessa esperienza, ovviamente c’era da fare il colloquio conoscitivo, al che ho detto, no grazie.. e sono andata via…

    • hai fatto benissimo! tra l’altro, gente che fuma negli ambienti di lavoro e in locali pubblici andrebbe ammanettata a vita.

  2. Mariadivina (quella che si fuma), quanti annunci identici ai tuoi esempi ho letto! Ed è così, sono tutti, immancabilmente, delle bufale (blu)! Questi truffatori mirano allo sfruttamento bovino puro e semplice: tu lavori, LORO guadagnano e secondo il loro punto di vista devi pure essere grato che te l’hanno dato, il lavoro, devi baciargli i piedi per questo! Ma andassero a defecare in nuova zelanda!
    Brava Elly, post esaustivo e utilissimo!

    • grazie, speriamo possa essere di aiuto a chi si trova di fronte alla domanda “vado o non vado?” E con i prezzi della benzina, sarebbe meglio non andare 😀

  3. Molto bello il tuo post/sfogo…ma visto che ho qualche anno più di te, lascia che ti dica che:
    – queste aziende sono sempre esistite;
    – la vendita diretta non è sempre una sòla, mio marito ad esempio ha lavorato 10 anni alla Folletto “sfamando” la famiglia e guadagnando onestamente…facendosi il mazzo, come e forse di più di altri che lavorano in ufficio 8 ore al giorno;
    – un’azienda seria che cerca personale non “dà del tu” nei suoi annunci, anzi normalmente è molto molto formale;
    – quando l’azienda ti chiama per un colloquio ti dà, se seria ovviamente, il nome della persona con la quale farai il colloquio;
    – ad un colloqio con un’azienda seria è difficile incontrare 20 persone lì per il tuo stesso scopo, prima di tutto perchè l’azienda fa una selezione durissima e poi perchè normalmente gli orari sono diversi proprio per non far incontrare i candidati.
    – un’azienda seria non ti dà informazioni sulla sua attività telefonicamente, perchè chi ti chiama per fissare un appuntamento è normalmente una segretaria che poco o niente altro sa di quel colloquio.
    Ti dico questo perchè ho lavoro 7 anni in una multinazionale e ho fatto personalmente i colloqui alle persone da assumere all’interno del mio reparto 🙂
    Il lavoro, come dici bene tu, è una cosa seria e seri devono essere anche gli annunci…imparerai, ma sono certa che già lo fai, a scremare quegli annunci che non fanno per te!
    Forza forza non mollare, un abbraccio x

    • grazie, grazie mille e concordo con te ogni parola.
      Ormai li scremo già alla grande, ma vedo molti amici che ci cascano e,credimi, hanno bisogno di lavorare ancora più di me. L’azienda seria, come dici tu, ti da del lei, di da il contatto della persona con cui farai il colloquio e, verissimo, al colloquio non ci troverai 20 persone insieme. Tra l’altro non ti da neanche informazioni a telefono perchè già dovresti averne di tue, dato che, se seria,appunto, avrà un sito pieno di info esaurienti. Per quanto riguarda il folletto, la mamma di un’amica ci lavora e non ha problemi, ma è un’azienda che esiste da tanto tempo, non una farlocca come quelle che stanno emergendo ultimamente per mangiare sulle spalle di chi muore sotto il peso della crisi economica

      • si, purtroppo è una conseguenza logica… mi stupisco (e a questi punti non dovrei) del fatto che non ci sia una legge o un decreto atti a regolamentare questi abusi e sfruttamenti.

  4. Io inviai un CV ad uno studio d’architettura per il mio tirocinio obbligatorio di 100 ore pre-laurea.
    Non chiedevo di essere pagata, non chiedevo di essere assunta, volevo solo sfruttare quelle 100 ore:
    1) per capire effettivamente cosa significa lavorare come architetto.
    2) per rendermi conto di come si lavora in uno studio.
    3) per laurearmi, essendo inevitabile!
    4 persone a farmi il colloquio, a mo’ di commissione.
    Sfogliano il curriculum con sguardi soddisfatti, spulciano il mio portfolio facendomi i complimenti per le mie capacità creative, faccio molte domande, ricevo molte risposte ben argomentate, ma puntualizzo che questo tirocinio sarebbe dovuto avvenire conformemente ai miei impegni in facoltà (lezioni/esami), quindi NON-FULL TIME.
    Lì cambia tutto. Cala il gelo. Sguardi spenti e vuoti, come se fossi diventata un fantasma. Ritirano i documenti di avviamento al tirocinio e se li portano in un’altra stanza. L’architetto rimasto con me mi accompagna alla porta dicendomi che sono rimasti colpiti positivamente e che mi avrebbero fatto sapere entro il fine settimana.

    Mi mandano una mail dopo 15 giorni dicendo che avrebbero tanto voluto prendermi, ma che erano già al completo col personale.
    PERCHE’ MINCHIA MI AVETE FATTO FARE IL COLLOQUIO, ALLORA?!!

    • per sfruttarti e non insegnarti nulla. Ti racconto una storia: c’è un evento internazionale a firenze che si tiene ogni anno alla fine di febbraio, Danza in Fiera. Ho fatto il colloquio per lo stage, NON PAGATO, ma lo sapevo, anche perchè era all’interno delle ore di tirocinio per la laurea specialistica. Mi dicono che avevano bisogno di una come me, laureata e che sapesse le lingue, per farmi parlare con le varie scuole internazionali di danza, addirittura quella strafica della juilliard di New York. Effettivamente i contatti li hanno, e hanno parlato in milioni di lingue diverse, contattato aziende, clienti, fornitori e scuole di ballo. Che mi hanno fatto fare? AGGIORNARE DATA BASE tra novembre e dicembre, con la speranza di farmi stare con loro nel periodo dell’evento. L’ultima settimana mi hanno dato dei papiri dei Calcio Expo di Firenze da riordinare e l’ultmo giorno, alle 19:30 mi dicono: dai, ora hai finito, lascia la postazione libera che domani arriva la stagista nuova. Queste merde ne prendono una ogni tre mesi per aggiornare i data base su file excel e basta!!! E pensare che in quel periodo entravo al servizio civile alle 7:00, uscivo alle 14:00 e poi dovevo andare dall’altra parte di Prato per il tirocinio dale 15:30 alle 19:30 e prendere l’autostrada per tornare a casa. Che umiliazione.

      • l’ho appena fatto 😀 e lo dico sempre di non andare a fare il tirocinio a danza in fiera, così come lo dissi a suo tempo all’università con la speranza che interropesse i rapporti

    • lo spero davvero.. mi sono rotta di tutto questo mangiare legalmente (e anche illegalmente) sulle spalle di chi, come me, non ha un lavoro fisso o ha necessità di lavorare.

  5. Questo bel post l’avevo proprio perso! Beh, sottoscrivo in pieno. I colloqui farlocchi, i lavori malpagati (o non-pagati) in cui sfruttano la buona volontà e la voglia di fare, gli stage con rimborsi spese in cui uno si fa il culo per 3 mesi e poi alla fine prendono un altro povero cristo per sfruttarlo i successivi 3 mesi e così all’infinito.. QUESTE sono le cose che andrebbero tutelate dalla legge. Qua in Italia, a mio parere, non è che non ci sia lavoro… E’ che le aziende le trovano tutte per NON pagare o sfruttare a gratis qualcuno. E non perché siano tartassate di tasse, perché fanno contrati da stagista anche Inditex, che rappresenta anche Zara, Berksha, etc.. Sfido chiunque a trovare un negozio di questi che assuma con un contratto che non sia di apprendistato o stage, IN ITALIA. Perché negli altri paesi non è così.. c’è maggiore tutela. Qui con tutti i tipi di contratti che esistono l’unico a prendere le bastonate è chi cerca un lavoro. E siamo in tanti. Troppi. Ci sarebbe bisogno di leggi nuove, e al più presto, che cancellino la possibilità che queste aziende hanno di assumere in questo modo……. O il lavoro non l’avremo mai.

    • oltre all’indiscutibile bisogno di leggi nuove che ci diano tutela e che non favoriscano lo sfruttamento del lavoro, bisognerebbe che TUTTI si dicesse “no grazie” davanti a queste proposte assurde.
      Ho un’amica che lavora per un’azienda di promozione servizi, stipulano contratti gas-luce-telefonia nei centri commerciali, lavora ogni giorno, OGNI giorno, con le ore suddivise in turni di 8 ore 5 giorni a settimana e negli altri due ne lavora solo 4+4, così che possa risultare un giorno libero a settimana. Senza contare la benzina che usa per andare a lavoro nei centri commerciali: le va bene quando è a Firenze, ma quando va a Siena, Grosseto, Gavinana (appennino Pistoiese)e Casentino, quello che prendere per un giorno di lavoro ce lo rimette in benzina.
      Tra l’altro la malattia non è compresa, ovviamente,e a causa di un piccolo incidente con la macchina ci ha rimesso 10 giorni di lavoro e ipotetici guadagni (perchè guadagna a provvigione). Per me è follia pura, al colloquio mi alzai e me ne andai.

      • Concordo in pieno. Nessuno dovrebbe essere costretto ad accettare lavori come questo che fa la tua amica. E se l’accettano è perché non c’è altra scelta, e queste aziende se ne approfittano alla grande, sapendo la penuria di lavoro che c’è. Io sono alla ricerca matta e disperatissima di un lavoro decente, e non dico che devo diventar ricca, ma che sia dignitoso, che sia un LAVORO e non lo sfruttamento di qualcun’altro che si arricchisce alle mie spalle. Ma sai, moltissimi giovani pensano ancora che facendo “esperienza” in aziende di questo tipo ci si faccia le ossa, in molti nutrono ancora la falsa speranza di essere poi assunti al termine di uno stage…. Dovrebbero tutti dire NO, invece. Agli stage, ai lavori farlocchi, piramidali, a provvigioni………. Ma in troppi sono alla disperazione e pur di guadagnare qualcosa, li accettano.
        Io ho fatto solo un paio di volte colloqui del genere, una volta per un call center e mi proponevano una paga BASE (non ricordo ma sarà stata sui 300€) SOLO al raggiungimento di un tot di contratti attivati. Ovvero, se non raggiungi il numero prefissato, lavori a gratis. (percaritàdivina! Ste cose dovrebbero essere abolite per legge. Ma come fanno ad esistere?!?!?!). Un altra volta era come dicevi te, grandi speranze per un posto da segretaria e invece colloquio in un palazzo che non aveva nemmeno il nome fuori nel portone.. e un viavai di gente più disparata, che si presentavano per lavori più disparati. Colloqui durato 45 secondi netti, in cui non ha voluto sapwre cosa facessi prima ma mi è solo stato detto di presentarmi lunedì per fare la prova, inserendo dati al computer……. CIAO CIAO. Col cacchio che ci sono andata. Secondo me sfruttavano queste “prove” per far inserire quantità esorbitanti di dati aggratis. Volevo quasi denunciarli, ma è difficile denunciare qualcuno che non ha nemmeno un nome della società………

      • te lo dico sinceramente: non vedo l’ora di avere tra le mani il biglietto per Barcellona e sfanculo tutto 🙂

  6. sigh…. Lo so. Avrei troppa voglia di andarmene anch’io. Ma non è giusto. Questo è il mio paese, vorrei riuscire a viverci dignitosamente.

  7. Ciao M.Elly io ora non so se Approverai il mio commento ma comunque dico la mia. Io ora non conosco l’azienda in questione quindi non posso giudicare,né il tipo di annuncio (anche se posso immaginare) né la “prassi” con la quale ti hanno ADESCATA.

    Il problema è che la maggior parte delle persone in Italia (ancora oggi) reputa il lavoro del venditore come:

    “il mestiere di ripiego di chi non ha un lavoro vero” o di chi “ha la parlantina” o che deve USARE LO SGUARDO IPNOTICO per convincere qualcuno truffandolo o quella peggio di tutte che “non si guadagna”.

    Vendere richiede studio approfondito, non significa 2 giorni di formazione alla PNL MOTIVAZIONALE e via 2 calci nel culo in mezzo alla strada,significa RISOLVERE PROBLEMI ad un mercato target in cambio di soldi STOP.

    Quindi non significa truffare o estrarre soldi con l’inganno altrui.

    Poi purtroppo è vero che c’è gente che inganna,ma perché sta gente non sapendo come vendere,l’unico modo che ha per campare Ė truffare la gente.

    Ciò Detto in Italia i venditori fanno di tutto fuorchè VENDERE,dato che le aziende non avendo un minimo di “posizionamento di marca” o BRAND POSITIONING e il “marketing a risposta diretta” delegano tutto il lavoro al “venditore” facendogli “credere” che andando in giro a fare il cantastorie su quanto è figo il “prodotto o servizio” e di conseguenza facendo LA CARNE DA CANNONE UMANA sia il sistema giusto per fare acquisizione clienti.

    Questo lavoro che stanno facendo queste persone si chiama “generazione di business” ma fare “generazione di business” NON E’ VENDERE.

    Gli strumenti di “marketing a risposta diretta” da parte delle aziende (i venditori) (telemarketing a freddo).

    Che follia……

    Ma se devo cercarmi DA SOLO i clienti,non lo faccio (certo per una provvigione). Perchè in realtà è l’AZIENDA che deve fornirmi un MINIMO di lead generation (clienti già interessati da convertire in fatturato).

    Poi sono strumenti obsoleti di marketing.Non che io sia contrario al porta a porta ecc..,ma non si può pensare di usare come UNICI strumenti di acquisizione clienti il porta a porta o il telemarketing,SE proprio va fatto quantomeno su “persone in target”.

    Poi in qualità di venditore gli risolvo un determinato problema. STOP.

    Poi c’è da dire che la maggior parte delle persone HANNO una mentalità del cazzo del “posto fisso” e che un’alternativa PER LORO non esiste,qui da noi si farebbero “impiccare per i maroni” piuttosto che IMPARARE UN VERO SISTEMA DI VENDITA o fare gli imprenditori.

    E’ come quegli imbecilli che mi dicono:

    “ah,ma se su internet si guadagnasse,non ti pare che tutti lo farebbero”?

    E io gli dico: “ti rispondo con un’altra domanda: Come mai non tutti fanno i calciatori in SERIE A datosi che guadagnano milioni di euro, e gli si attacca un sacco di figa?”

    Stessa cosa chi fa il venditore o l’imprenditore.

    Ma non è che è un MESTIERE PER POCHI o che tutti non ci POSSANO riuscire.

    Il problema è che la maggior parte delle persone (come in qualunque attività imprenditoriale) non sono disponibili a pagare il prezzo.

    E pagare il prezzo comporta : STUDIARE perchè comunque bisogna studiare (avere gli strumenti per lavorare) e al contempo RINUNCIARE a delle cose e subire le critiche.

    Perchè anche Vasco Rossi è idolotrato parecchio,ma è anche MOLTO criticato.Se non si è disponibili a “subire le critiche” Lascia perdere.

    Avere successo significa ENTRARE IN CONTATTO CON MIGLIAIA DI PERSONE,di cui molti tenderanno ad usare il nostro culo come piatello, denigrandoci e offendendoci.Se siete disposti a tutto questo,siete OK per il successo! Altrimenti lasciate perdere.

    In questo momento va molto di moda il “network marketing” che è la distribuzione di prodotti “attraverso il passaparola” e permette di far partire un’attività con 0 costi o quasi (dipende da cosa propongono) ,permette di creare un business e di generare “entrate automatiche”.

    Una volta che io ho creato la mia rete di persone che “distribuiscono” i prodotti queste persone continuano a generare percentuali,però anche li a fare il NETWORKER è un mestiere dove devo:

    -IMPARARE A VENDERE
    -IMPARARE A COMUNICARE
    -IMPARARE IL PUBLIC SPEAKING
    -SAPER ORGANIZZARE UNA SQUADRA

    Queste son le competenze che vengono ricercte oggi.
    Se si apre il giornale,si vedrà nettamente che 9 offerte su 10 sono operatività di vendita.

    Negli anni 70,bisognava imparare a produrre,a fare la macchina,il saldatore ecc..
    Oggi invece bisogna imparare a vendere il prodotto in surplus.

    Però per farlo bisogna seguire CHI OTTIENE RISULTATI,non da chi non ce li ha.

    • Ciao 🙂
      io non ho da ridire contro i lavoro di venditore, anzi, lungi da me, dal momento che per lavoro, anche io sto vendendo. Non vendo “cose” o servizi o prodotti, ma ho un’organizzazione che lavora con l’Europa e organizza corsi di lingua con insegnanti madrelingua, perciò, sì, in qualche modo ho qualcosa anche io da “vendere”, proporre.
      Quello che no mi piace, è il metodo.
      Sembra che nascondendo si tratti di porta a porta, si denigri maggiormente questo lavoro. Fare le cose poco chiare, non spiegarle mai bene, alla fine fa apparire il prodotto molto meno succoso e interessante. Per non parlare poi dei sistemi piramidali, quelli sono i peggiori, che si basano su false illusioni e ignoranza. Ma vabbè.

      • I sistemi piramidali e le “catene di sant’antonio” sono ILLEGALI per legge, vedesi la 173 del 17 agosto 2005. E molto spesso vengono confuse (ad esempio) con il Network Marketing.

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