Tulle e gattini: nuove idee per la mia collezione

Mi scuso per l’assenza prolungata ma è stata una settimana molto impegnata questa! Finalmente siamo a venerdi… Ieri camminavo per casa con i miei ultimi jeans (credo di averli acquistati tipo a novembre) e mi sono trovata letteralmente in mutande. Non scherzo, menomale che ero in casa. Credo di aver perso una taglia… infatti mi stanno magicamente grandi un vecchio paio di Met che da due anni non si chiudevano bene 🙂  Morale della favola: ho aperto il mio armadio e ho fatto uscire dalla scatola magica tutti i miei vecchi jeans, roba che è li a muffire da 6 anni.  Ho trovato anche un paio di jeans Miss Sixty da pischella presi nel 2003, larghi.. è troppo presto per considerarlo vintage? Poi mi sono ricordata che ho ancora la stoffa rosa con i gattini. Devo farci qualcosa. Tra gattini e pezzi di jeans uscirĂ  qualcosa di buono, un giorno e con calma… Inanto ho varato qualche idea e aspetto con ansia il momento in cui  andrò a comprare il tulle… sono indecisa su cosa fare esattamente, per questo temporeggio un po’. Continua a leggere

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Piuttosto ci vo scarza…

Durante l’esame di storia del costume e della moda, io e la mia professoressa stavamo discutendo sul fatto che indossare il busto nell’800 fosse una forma pura di maschilismo ed affermazione del ruolo maschile nella societĂ  europea: la donna non era altro che una bambolina fragile, non adatta a lavorare (e ci credo, provateci voi con il busto!!) il cui ruolo, dunque, restava il classico vittoriano “angel in the house”. Il busto veniva usato sia come strumento di esaltazione di un armonioso e sensuale corpo femminile, sia come tremenda gabbia sociale. Io stavo discutendo su quanto fosse ai limiti della civiltĂ  imporlo alle bambine, stavo riportando fatti accaduti di donne uccise dalla morsa del busto, di organi interni spostati, spiaccicati, quando lei, spavalda e geniale, mi fa: perchè le scarpe di oggi non possiamo considerarle nipoti del busto (ricordandomi che il busto nelle occasioni ufficiali era necessario per permettere alla donna di stare ore ed ore in piedi)? Continua a leggere

Tra tulle,chiffon,fiocchi e tinte pastello,un solo brand: Red Valentino

Oggi ho accompagnato la mia nonnina a fare la spesa e, come ogni volta, mentre lei faceva la fila alla cassa, io mi sono fiondata al reparto giornali (no, non sono un mostro, perchè appena è turno di mia nonna, mollo tutto e vado a svuotare il carrello e a riempire i sacchetti) e mi sono comprata un bel pacchetto di giornali, tra cui Flair. Sfogliandolo, mi son trovata su un abito Red Velentino a dire a bocca aperta e con gli occhi sbrilluccicanti: “oddio, ma questa roba è da favola!!!!” Fiocchi, nastri, stampe floreali, colori bon-chic, tulle…credevo di morirci su questa collezione. Farei prima a linkarvi il sito (e infatti, eccolo qui), perchè amo ogni vestito, ogni particolare, ogni impuntura e ogni cucitura, ma vi mostro i miei preferiti (certo però che l’epressione felice della modella mi toglie un po’ di gioia…) : Continua a leggere

Scarpiere creative. Aiutatemi perchè non ho piĂą spazio!

Stradivarius, Zara e molti altri brand non ripongono piĂą le scarpe nelle scatole al momento dell’acquisto, semplicemente perchè nel loro strambo universo, queste non esistono… e risulta un problema se ne hai molte! Le pump fucsia di New Look sono arrivate impachettate ben bene, ma senza scatola; l’acquisto londinese in pelle invecchiata color cipria mi sono state messe dal commesso alla rinfusa in un sacchetto di plastica, le scarpe di Stradivarius non contemplano l’uso delle scatole.. insomma, sono piena di scarpe e non so dove metterle. Continua a leggere

New Look Pink Pump

Dopo aver letto il post di Momo sulle scarpe di New Look, mi son fatta “coraggio” e ho deciso di provare lo shopping online. Mi sono innamorata delle sue scarpe verdi ed era da un po’ che ne desideravo un paio, così sono andata sul sito ma poi mi sono accorta che c’erano anche in rosa.. Come lasciarle li? Per sole 10 sterline, poi??! Alla fine ho ceduto e tra scarpe e spese di spedizione, ci ho rimesso solo 15 sterline, circa 18 euro; non male direi, anzi! Continua a leggere

Alannah Hill e la moda australiana

Non avevo mai prestato attenzione alla moda di oltre emisfero, forse perchè ci fracassano tanto con il made in Italy (che poi è prodotto in Thaiwan, Bangladesh, Pakistan e non piĂą in China perchè oggi si fanno pagare) e con il triangolo della moda Milano, Parigi, New York, che non prestiamo attenzione a piccole o grandi case di produzione che operano al di lĂ . Il brand Allannah Hill me l’ha fatto conoscere un’amica su Facbook; di primo impatto ho creduto che la modella si fosse buttata a caso nell’armadio a luce spenta, poi ho realizzato che molti dei pezzi, se presi separatamente o accostati ad altri con maggior criterio e senso estetico, non erano male. Anzi, di molti me ne sono innamorata e ne ho tratto ispirazione per gli abiti estivi che verso marzo/aprile comincerò a fare. Continua a leggere

Shopping in Pamplona: Sfera & Stradivarius

Passeggiavo tranquillamente con il mio ragazzo vicino a Plaza de Toros alla ricerca di un salame da comprare quando, a distanza di un’ottantina di metri, ho detto: “Lì. Andiamo lì. Ho visto un 50% attaccato alla vetrina”. Che io abbia 11/10 di vista è cosa nota, che io veda abiti e accessori è risaputo, che troverei qualcosa che mi piace anche nel deserto si sa, ma cavoli, mi sono fatta impressione da sola. Continua a leggere